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Ricette Tradizionali

Scrippelle ‘mbusse tipiche teramane: come ottenerle sottili e mai gommose

📅 13 Agosto 2026✍️ di Vittorio Camporesi⏱️ 3 min di lettura

Per ottenerle sottili e mai gommose servono tre mosse: pastella ad acqua molto fluida, riposo di almeno 30 minuti e cottura rapidissima su padella ben calda. Il resto lo fa un brodo limpido, versato bollente al momento.

Proporzioni e ingredienti essenziali

Base per 4 persone (8–10 scrippelle, padella 20 cm):

  • 3 uova medie
  • 80 g farina 00, setacciata
  • 450–500 ml acqua fredda
  • 1 pizzico di sale fino
  • Olio o strutto, per ungere la padella

Per il brodo (2 litri):

  • Gallina o cappone (oppure manzo con ossobuco)
  • Cipolla, sedano, carota
  • Sale quanto basta

Per finire: pecorino grattugiato (meglio medio-stagionato; se si sceglie un formaggio DOP, dosarlo con misura).

Tabella proporzioni rapide

Persone Uova Farina 00 Acqua Scrippelle
2 2 55 g 300 ml 4–5
4 3 80 g 450–500 ml 8–10
6 5 130 g 750–800 ml 14–16

In sintesi: puntare a una idratazione alta (acqua/farina 5,5–6:1), pastella liscia e sottile come panna liquida.

Tecnica passo-passo: sottili, elastiche, mai gommose

  1. Emulsione: sbattere le uova con il sale, aggiungere la farina setacciata poco per volta, poi l’acqua a filo. Frullatore a immersione per 20–30 secondi: elimina i grumi e incorpora aria.
  2. Riposo: coprire e lasciare 30–60 minuti in frigo. Così la farina si idrata e il glutine si rilassa: niente effetto gomma.
  3. Padella: antiaderente da 20 cm, velata di olio/strutto. Scaldare finché una goccia d’acqua “danzetta”.
  4. Spessore: versare 40–50 ml di pastella e ruotare subito. Deve velare appena il fondo: trasparenza leggerissima.
  5. Cottura lampo: 20–25 secondi primo lato, 5–8 secondi il secondo. Colore pallido, niente bruniture.
  6. Raffreddo a secco: far scivolare su canovaccio pulito. Non impilare da calde: il vapore le rende molli.
  7. Impilaggio: quando sono tiepide e asciutte, impilarle. Elastiche, sottilissime, senza strappi.

Temperature e padella: il punto chiave

  • Calore medio-alto: se è bassa, la pastella staziona e “cuoce a vapore”; se è troppo alta, brucia e irrigidisce.
  • Ungere di frequente: un velo a ogni 2–3 scrippelle, meglio con pennello o carta.
  • Correzioni in corsa: se risultano spesse, aggiungere 1–2 cucchiai d’acqua alla pastella.

Il brodo giusto: limpido, profumato, mai invadente

Partire da acqua fredda, carne e ossa. Fiamma dolce, lunga estrazione.

  1. Schiumare nei primi 20 minuti: via le impurità per trasparenza.
  2. Ortaggi dopo la schiumatura: cipolla (anche bruciacchiata a metà), sedano, carota.
  3. Tempo: 2–3 ore a sobbollire. Filtrare fine. Salare solo alla fine.
  4. Riscaldare bene al servizio: il brodo deve arrivare bollente sulle scrippelle.

Brodo troppo salato o torbido appiattisce il piatto. Meglio un profilo pulito e lieve.

Montaggio e servizio impeccabile

  1. Farcitura essenziale: un velo di pecorino leggero sulla scrippella.
  2. Arrotolo stretto (oppure piega a fazzoletto). Taglio in due se necessario.
  3. Ciotola calda: 2–3 rotolini per porzione.
  4. Verso il brodo bollente fino a coprire. Attendo 60–90 secondi per l’“abbraccio”.
  5. Finitura: altro pecorino a pioggia, pepe nero a piacere.

Dettaglio da professionista: non far galleggiare formaggio in eccesso; crea opalescenza e note amare.

Errori comuni da evitare

  • Latte nella pastella: rende più tenere, ma in brodo diventa gomma. Solo acqua.
  • Niente riposo: la farina non si idrata, l’albume stringe: masticabilità elevata.
  • Padella fredda: cottura a vapore, bordo sfrangiato, texture umida.
  • Impilare da bollenti: il vapore condensa e incolla: effetto gommoso.
  • Brodo aggressivo (troppo salato o grasso): copre la delicatezza delle scrippelle.

Scelte di formaggio e abbinamenti

Da ex banconista, consiglio un pecorino medio (8–12 mesi), profilo lattico ed erborinato assente, sale contenuto. Evitare stagionature estreme.

  • Pecorino locale o, con misura, un pecorino DOP di stile gentile.
  • Vino: bianco agile e territoriale, Trebbiano d’Abruzzo DOC; in alternativa, Cerasuolo servito fresco.

Varianti teramane e idee d’autore

  • Brodo di cappone: classicissimo, rotondo e profumato.
  • Solo manzo: più asciutto, ideale se il pecorino è più sapido.
  • Tocco di limone: una scorzetta nel brodo in infusione, via prima del servizio.
  • Tartufo nero: lamelle sottili al servizio, senza formaggio (profilo più elegante).

Checklist veloce prima di servire

  • Pastella liscia, riposata, fluida come panna.
  • Padella calda, unta a velo; dischi pallidi e sottilissimi.
  • Scrippelle asciutte su canovaccio, poi impilate tiepide.
  • Brodo limpido, bollente; servizio rapido.

In sintesi

  • Acqua, non latte per una trama fine e non gommosa.
  • Riposo della pastella: minimo 30 minuti.
  • Cottura rapida e padella ben calda, senza bruniture.
  • Brodo pulito e bollente, versato all’ultimo.
  • Pecorino misurato per non coprire la delicatezza.

Vittorio Camporesi

Dopo aver lavorato per cinque anni in una gastronomia fiorentina, Vittorio si è dedicato alla divulgazione culinaria, specializzato in salumi e formaggi italiani. È appassionato di accostamenti tra prodotti tipici e ha una collezione privata di ricette scritte durante i viaggi attraverso l’Italia centrale.

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